E adesso ditemi!
Quanti di voi, ieri, hanno srotolato il tappetino, per festeggiare questa speciale ricorrenza?
Già, perché ieri, 21 giugno 2018, era la Giornata mondiale dello Yoga! E non ditemi che non lo sapevate! Da quattro anni è un appuntamento molto atteso, sia dai praticanti, sia dai neofiti, che si avvicinano a questa disciplina anche solo per un giorno, per respirare un po' dell'energia sprigionata dalle migliaia di iniziative organizzate in giro per il mondo. Eventi, festival, lezioni, convegni e manifestazioni, tutte dedicate all’antica pratica indiana.
Che cos'è per me la Giornata mondiale dello Yoga? Sostanzialmente una festa, un'occasione ulteriore per portare lo Yoga nella mia vita, con tutti i benefici che ne conseguono.
Condivido le parole del premier indiano Narendra Modi, che nei giorni scorsi ha twittato: "Lo yoga è un viaggio da me stesso a "noi", assicura equilibrio e calma, favorisce la concentrazione e dona una forza immensa. All'approssimarsi della quarta edizione dello Yoga Day, incoraggio tutti nel mondo a far entrare lo yoga nella propria vita”.
Se il corpo cambia, cambia lo spirito, e se lo spirito cambia, il cosmo intero si modifica
venerdì 22 giugno 2018
lunedì 4 giugno 2018
IL POTERE DELLA MENTE
La mente è come una scimmia ubriaca che salta irrequieta da un ramo all'altro.
Il pensiero buddista ricorre spesso a questa immagine per descrivere l'attività della nostra mente.
Un'altra immagine molto diffusa racconta di una scimmia che vive in una stanza con sei finestre, corrispondenti ai cinque sensi e alla mente. Priva di controllo, la scimmia corre continuamente da una finestra all'altra. Appena ci svegliamo al mattino la scimmia inizia a correre, passando velocemente da una finestra all'altra, attirata da qualcosa da vedere o da gustare. E subito se ne allontana, richiamata da una loro stimolo.
In questi ultimi mesi mi è apparso chiaro il significato contenuto in questo messaggio.
L'attività della mente è sconfinata, incessante, e spesso, lontana dal farsi guidare, ci governa. La scimmia può esser un buon servitore, ma è sicuramente un cattivo padrone, e, se non abbiamo allenato la mente, rischiamo che il padrone diventi lei.
L'attività della mente è sconfinata, incessante, e spesso, lontana dal farsi guidare, ci governa. La scimmia può esser un buon servitore, ma è sicuramente un cattivo padrone, e, se non abbiamo allenato la mente, rischiamo che il padrone diventi lei.
A quel punto il controllo che avremo sulla mente-scimmia sarà scarso, se non addirittura nessuno. Talvolta, con grosso sforzo e per brevi istanti, riusciremo ad addomesticarla.
Ma saremo ancora lontani dal risultato sperato, da quella sensazione di quiete nella quale ci sembra di recuperare un senso, nella quale ci sentiamo al nostro posto.
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