Il pensiero buddista ricorre spesso a questa immagine per descrivere l'attività della nostra mente.
Un'altra immagine molto diffusa racconta di una scimmia che vive in una stanza con sei finestre, corrispondenti ai cinque sensi e alla mente. Priva di controllo, la scimmia corre continuamente da una finestra all'altra. Appena ci svegliamo al mattino la scimmia inizia a correre, passando velocemente da una finestra all'altra, attirata da qualcosa da vedere o da gustare. E subito se ne allontana, richiamata da una loro stimolo.
In questi ultimi mesi mi è apparso chiaro il significato contenuto in questo messaggio.
L'attività della mente è sconfinata, incessante, e spesso, lontana dal farsi guidare, ci governa. La scimmia può esser un buon servitore, ma è sicuramente un cattivo padrone, e, se non abbiamo allenato la mente, rischiamo che il padrone diventi lei.
L'attività della mente è sconfinata, incessante, e spesso, lontana dal farsi guidare, ci governa. La scimmia può esser un buon servitore, ma è sicuramente un cattivo padrone, e, se non abbiamo allenato la mente, rischiamo che il padrone diventi lei.
A quel punto il controllo che avremo sulla mente-scimmia sarà scarso, se non addirittura nessuno. Talvolta, con grosso sforzo e per brevi istanti, riusciremo ad addomesticarla.
Ma saremo ancora lontani dal risultato sperato, da quella sensazione di quiete nella quale ci sembra di recuperare un senso, nella quale ci sentiamo al nostro posto.



