Se il corpo cambia, cambia lo spirito, e se lo spirito cambia, il cosmo intero si modifica

giovedì 30 agosto 2018

MULADHARA CHAKRA. Onorare il nostro tempio.



Perdere la nostra connessione con il corpo significa diventare privi di una patria spirituale. 
Senza un'ancora galleggiamo privi di scopo, sbattuti dai venti e dalle onde della vita". 
Anodea Judith, Il libro dei chakra.







Complice il meraviglioso libro di Anodea Judith, che ho appena terminato di leggere, voglio iniziare con voi un viaggio attraverso i chakra. 
Ogni settimana un nuovo post vi accompagnerà alla scoperta di una di queste misteriose e potenti ruote magiche, per cercare di capire come nasce, quando si sviluppa, come funziona e come può influenzare positivamente (o negativamente) la nostra vita. 
Ma che cos'è un chakra? 
Sostanzialmente un centro di attività che riceve, assimila ed esprime l'energia della forza vitale. Il termine sanscrito significa ruota o disco, e fa riferimento ad una sfera rotante che si colloca lungo la colonna vertebrale. A ben vedere le ruote sono sette, poste l'una sull'altra, in una colonna di energia che collega la zona sacrale alla sommità del capo. Una sorta di scala che unisce simbolicamente il Cielo alla Terra, la mente al corpo, lo spirito alla materia.

venerdì 20 luglio 2018

ESTATE YOGA!

Estate…
Caldo, vacanze, dolce dormire… 

Niente di più vero, ma perché non accompagnare questo meraviglioso momento di risveglio con una buona pratica quotidiana? 
Al momento di salutarci prima delle tanto agognate vacanze, dopo quasi un anno di pratica insieme, scorgo nello sguardo dei miei allievi una domanda, che esprime una certa perplessità: e adesso?
Così mi ritrovo a dispensare consigli, preparare sequenze ad hoc, disegnare posizioni con dovizia di particolari, nella speranza di non lasciarli in balia delle onde, dispersi nel mare dell’inattività. Non voglio che si sentano persi, e soprattutto, sono convinta della necessità di proseguire il cammino intrapreso insieme, per ritrovarci a settembre con più energia e voglia di ricominciare. 
Quindi, nel fare le valige, non dimenticate il tappetino e portate con voi questi utili suggerimenti, che vi aiuteranno ad affrontare la pratica nella stagione più bella dell’anno!

venerdì 22 giugno 2018

GIORNATA MONDIALE DELLO YOGA

E adesso ditemi!

Quanti di voi, ieri, hanno srotolato il tappetino, per festeggiare questa speciale ricorrenza?

Già, perché ieri, 21 giugno 2018, era la Giornata mondiale dello Yoga! E non ditemi che non lo sapevate! Da quattro anni è un appuntamento molto atteso, sia dai praticanti, sia dai neofiti, che si avvicinano a questa disciplina anche solo per un giorno, per respirare un po' dell'energia sprigionata dalle migliaia di iniziative organizzate in giro per il mondo. Eventi, festival, lezioni, convegni e manifestazioni, tutte dedicate all’antica pratica indiana.

Che cos'è per me la Giornata mondiale dello Yoga? Sostanzialmente una festa, un'occasione ulteriore per portare lo Yoga nella mia vita, con tutti i benefici che ne conseguono.
Condivido le parole del premier indiano Narendra Modi, che nei giorni scorsi ha twittato: "Lo yoga è un viaggio da me stesso a "noi", assicura equilibrio e calma, favorisce la concentrazione e dona una forza immensa. All'approssimarsi della quarta edizione dello Yoga Day, incoraggio tutti nel mondo a far entrare lo yoga nella propria vita”. 


lunedì 4 giugno 2018

IL POTERE DELLA MENTE

La mente è come una scimmia ubriaca che salta irrequieta da un ramo all'altro. 

Il pensiero buddista ricorre spesso a questa immagine per descrivere l'attività della nostra mente. 
Un'altra immagine molto diffusa racconta di una scimmia che vive in una stanza con sei finestre, corrispondenti ai cinque sensi e alla mente. Priva di controllo, la scimmia corre continuamente da una finestra all'altra. Appena ci svegliamo al mattino la scimmia inizia a correre, passando velocemente da una finestra all'altra, attirata da qualcosa da vedere o da gustare. E subito se ne allontana, richiamata da una loro stimolo. 


In questi ultimi mesi mi è apparso chiaro il significato contenuto in questo messaggio.
L'attività della mente è sconfinata, incessante, e spesso, lontana dal farsi guidare, ci governa. La scimmia può esser un buon servitore, ma è sicuramente un cattivo padrone, e, se non abbiamo allenato la mente, rischiamo che il padrone diventi lei.
A quel punto il controllo che avremo sulla mente-scimmia sarà scarso, se non addirittura nessuno. Talvolta, con grosso sforzo e per brevi istanti, riusciremo ad addomesticarla. 
Ma saremo ancora lontani dal risultato sperato, da quella sensazione di quiete nella quale ci sembra di recuperare un senso, nella quale ci sentiamo al nostro posto. 


domenica 27 maggio 2018

LA PRATICA DEL SILENZIO




Il silenzio.
Chi non ha provato imbarazzo, paura, ansia una qualche forma di fastidio, nello stare a contatto con uno spazio vuoto, privo di rumore, 
peggio ancora se in quello spazio vi erano altre persone nella stessa condizione?

Qualcun altro, nella stessa situazione, si sarà sentito a proprio agio, sollevato, rilassato e completamente assorto nella contemplazione, nell'ascolto. 
Già, perché nel silenzio si ascolta. O meglio, si "sente".
Nella pratica di Mindfulness, così come nello Yoga, l’invito al silenzio è l’invito stesso alla pratica. Il silenzio infatti non è una condizione esterna e interna da raggiungere ma è, piuttosto, uno strumento della pratica stessa che ci dà la possibilità di aprire uno spazio all’ascolto profondo. Un ponte, che ci libera dalle catene dei condizionamenti, dei giudizi, per aprirci a noi stessi. A quello che affiora spontaneamente. A quello che c'è.
Sensazioni, emozioni, pensieri.